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OMNIBUS: proverbi e modi di dire per vecchi e nuovi milanesi

E. Casati - G. Scandolara - R. Villa

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"Il milanese? Mai stato così internazionale".
Il dialetto milanese in lingua araba, russa, giapponese e cinese finora non l'aveva mai sentito nessuno; nemmeno Carlo Porta, lo scrittore della meneghinità per eccellenza, avrebbe mai sperato di sentire risuonare la lingua ambrosiana fino ai lembi estremi del mondo. Ci hanno invece provato i tre simpatici autori di Omnibus, dispersi tra la metropoli lombarda e la Brianza, arrivando a proporre ben 500 proverbi dialettali tradotti, oltre che nelle suddette lingue, anche in italiano ed in altri idiomi stranieri un po' più familiari all'orecchio (inglese, francese, tedesco, spagnolo).
Perché tanto strampalata impresa? Per sottolineare l'importanza delle culture locali in un mondo globalizzato, che gli autori immaginano ricco di confronti ma non omologato. Per offrire ai cittadini stranieri – sia quelli che visiteranno Milano in maniera più o meno fugace durante il semestre di Expo 2015, sia quelli che l'hanno scelta per lavorare e per viverci – uno squarcio brillante e pittoresco della città che li ospita, nell'auspicio di rendere loro Milano più familiare e farla sentire più accogliente anche per chi non vi è nato.
 
ENRICO CASATI. Laureato in Tecnologie Alimentari, si è diplomato in Naturopatia e in Life Counseling, attività, quest’ultima, nella quale risulta importante ricreare armonia con il passato. Ama definirsi un ricercatore e uno sperimentatore. Essere uno degli autori di Omnibus gli ha permesso di creare la sintesi di queste due peculiarità.
GUGLIELMO SCANDOLARA. Classe 1966, zoonomo, è responsabile qualità in una industria alimentare. “In marcia, passo dopo passo per raggiungere la saggezza, non è ancora arrivato”.
ROBERTO VILLA. Agronomo non praticante, come aratro che fende il terreno spera di lasciare dietro di sé qualcosa più di un'eterea traccia. Scrittore per diletto, ha pubblicato i due romanzi storici Stelle rosse a Milano: cinque giornate di fuoco (Greco&Greco, Milano 2004) e Il Violino di Galileo (Amazon, autopubblicazione 2012). È appassionato di storia e cultura milanese.